Barolo Bricco Sarmassa 2008 – Azienda Brezza Giacomo & Figli

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La bottiglia del venerdì!!

 

Questa settimana vi parlo di un vino molto speciale.

Si tratta del Barolo dell’azienda Brezza che ho acquistato nel 2013 durante una visita nelle Langhe.

Prima di parlarvi del vino devo spendere due parole su questa terra incantevole.

Qualcuno mi disse: “Le colline delle Langhe sono simili alla Toscana, ma in più ci sono i castelli”. Forse è un po’ sbrigativa come descrizione, ma, non me ne vogliano nè i piemontesi nè i toscani, se confermo che questa frase rendo molto bene l’idea!!

Paesaggi splendidi, ottima cucina e … vini spettacolari!

L’Azienda Agricola Brezza, proprietaria di vigneti in Barolo già dal 1885, è situata a pochi passi dal centro del piccolo comune di Barolo.

La conduzione dell’azienda si estende su di una superficie di 31 ettari di terreno dei quali 20 a vigneto, e i vini sono tutti a DOCG Denominazione di Origine Controllata e Garantita o DOC Denominazione di Origine Controllata.

 

BAROLO Bricco Sarmassa 2008

100% nebbiolo, come da disciplinare, rimane 18 mesi in legno grande (botti in rovere di slavonia) e poi altri due anni di affinamento in bottiglia.

Per le Langhe e il Barolo, il 2008 è stata un’ottima annata.

Bricco Sarmassa é il vino “di punta” dell’azienda e a discrezione dell’azienda, non viene prodotto in tutte le annate.  I vigneti sono situati nella valletta riparata della Sarmassa, la Vigna Bricco che occupa una posizione privilegiata a metà della collina esposta a sud; infatti, a detta degli anziani del paese (e non soltanto), è il luogo dove la neve si scioglie più rapidamente.

 

E ora veniamo al vino: si presenta con un bel rosso granato, limpido.

Il naso è decisamente ampio, un caleidoscopio di profumi: prima eterei con un po’ di smalto, poi i frutti di bosco in confettura, a seguire un pot-pourri di fiori.

Poi il cioccolato, che ricorda molto i mon-Cheri, poi tabacco dolce. Tra le spezie si riconoscono i chiodi di garofano e la cannella. Infine una nota balsamica di mentolo e di pino mugo.

In bocca è secco, caldo e abbastanza morbido. Una bella acidità e un tannino vellutato.

Dopo 12 anni è un vino ancora “giovane”. Forse avrei potuto aspettarlo ancora un pochino? chissà?….è proprio questo uno degli aspetti più intriganti e belli del vino.

 

«Il vino Barolo è un sogno una rievocazione, un dono della terra e dell’aria di Langa. Un pensiero tranquillo che ritempra lo spirito ed il corpo…Una volta non c’era. Né si sa cosa ci fosse. Onore e merito a chi ha avuto il buon gusto di tramandarcelo» (cit. Massimo Martinelli – libro “Il Barolo come lo sento io”.

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Autore

Elena Pianezzola

Blogger e appassionata del mondo del vino da oltre 10 anni e Sommelier AIS.

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