Teroldego Rotaliano 2019 – De Vescovi Ulzbach

condividi questo articolo su:

E’ la moda del momento!

I vini rosati sono sempre più richiesti, soprattutto nella stagione estiva.

Oggi vi parlo di questo Teroldego Rotaliano dell’azienda De Vescovi-Ulzbach 2019, vinificato in rosato.

Innanzitutto, confesso che se avessi visto questa bottiglia a scaffale, non l’avrei comprata. L’etichetta non è accattivante (almeno per me) e poi l’idea di degustare il teroldego rosato non mi entusiasmava.

Le zone vocate per i vini rosati, secondo me, sono altre: Bardolino, la Provenza, il Salento, ecc.

Ma questa bottiglia, acquistata a Vinifera a Trento a fine maggio, si è rivelata il più buon rosato della fiera.

Mi ha convinta perché è un rosato DECISO, di carattere!

Due note sulla vinificazione in rosato e due note sul vitigno.

  • Il vino rosato si ottiene da vitigni a bacca rossa. Nel processo di vinificazione, le bucce dove sono contenuti gli antociani responsabili del colore, vengono lasciate a contatto con il mosto solo per alcune ore, fino ad ottenere il colore desiderato.
    In altri paesi i vini rosati vengono prodotti per assemblaggio di vini bianchi con vini rossi. Per esempio nella zona dello Champagne, si possono trovare rosé de sagné (quindi le uve fermentano per un brevissimo tempo a contatto con le loro bucce) o rosé d’assemblage ( vino base bianco con aggiunta di vino rosso, nella fattispecie degli champagne, si aggiunge pinot noir o pinot meunier). In Italia, questa tecnica non è consentita.
  • Il vitigno Teroldego è un vitigno a bacca rossa. E’ uno dei vitigni autoctoni del Trentino, viene coltivato principalmente nella piana rotaliana, nel comune di Mezzocorona e San Michele all’Adige, a nord della città di Trento. Di solito viene vinificato in rosso ed è un vino con profumi molto fruttati.

Degustazione:

Il colore è un rosa chiaretto, limpido, abbastanza consistente.

A naso è abbastanza intenso, abbastanza complesso, di qualità fine.  Si percepiscono profumi di frutti rossi, come il lampone e le fragoline di bosco. Inoltre profumi floreali di ciclamino.

In bocca è secco e la bella acidità, lo rende molto beverino.

Lo colloco volentieri al momento dell’aperitivo. Ma anche in abbinamento a primi piatti leggeri, anche a base di carne. Una pasta con sugo al pomodoro e pancetta, una bella amatriciana, perché no?!

Buon fine settimana a tutti, e cin cin!!

Ti è piaciuto questo articolo?
Condividilo su :

Autore

Elena Pianezzola

Blogger e appassionata del mondo del vino da oltre 10 anni e Sommelier AIS.

Articolo precedente
Dom Pérignon – Vintage 2010
Articolo successivo
Ro-Verso 2019 TerraPrava
TAG :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

leggi anche…

Menu