Il vino rosato è una moda o è un vino tutto da scoprire?
Personalmente mi incuriosisce molto, perché troppe volte viene declassato a vino “per le donne”, a vino senza identità (“non è né bianco, né rosso”). Secondo me è un vino che talvolta ha il suo fascino e non è per niente banale.
Prima di tutto, per i non addetti ai lavori, ricordiamo che in Italia non è ammesso l’assemblaggio di vini bianchi con vini rossi. Pertanto, i vini rosati sono ottenuti con una breve macerazione delle vinacce nella parte liquida del mosto. Il mosto rimane a contatto con le bucce soltanto per pochissime ore, a seconda del vitigno ed a seconda del colore che l’enologo vuole ottenere.
Ho stappato questo bellissimo rosato cerasuolo, color salmone selvatico. Qual’è la temperatura di servizio ottimale?
I testi dei corsi per sommelier dicono che i vini rosati vanno serviti tra 8 e 10 gradi, che diventano 12/14° per i rosati strutturati.
Io dico che …dipende! Dipende da che tipo di rosato dobbiamo degustare.
Se si tratta di uno spumante rosato (metodo Martinotti), rispetterei le regole degli spumanti, quindi il servizio a 4/6 gradi. Se fosse uno spumante rosato metodo classico…alzerei di qualche grado fino a 8/10°. Pensate per esempio ad uno Champagne rosé de saignée, magari di pinot meunier in purezza. Qui la temperatura si alza ancora, per esaltare maggiormente i profumi.
Se si tratta di un rosato fermo, dico ancora dipende!
Dipende dalla struttura del vino.
Ci sono dei rosati beverini, freschi e oserei dire “leggeri”, che vanno serviti freddi come se fossero bianchi, quindi al massimo a 10°. Altri rosati, come quello nella foto, che meritano qualche grado in più, anche 14/16°.
ROSATO – FRANCO CONTERNO 2020
Prodotto con le migliori uve del Piemonte, quindi con nebbiolo, dolcetto e barbera (non ne conosco l’esatta composizione).
Vinificazione solo in acciaio.
Questo vino è bello strutturato: i profumi sono intensi e complessi, con un bel bouquet di fiori, trovo la rosa delicata bianca e gialla; poi piccoli frutti rossi, come il lampone. Fin dall’esame olfattivo si percepisce la mineralità con profumi salmastri. In bocca è secco, abbastanza caldo e abbastanza morbido. E’ molto fresco, ha un leggero tannino ed è sapido.
E’ proprio per la presenza di queste durezze (la sapidità, il tannino) che io lo bevo più volentieri quasi a temperatura ambiente. Perché una temperatura più alta, premette di mitigare le durezze, valorizzare le componenti più morbide ed esaltare i profumi.
Cin Cin!





