NICOS Prosecco Colfondo

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Finalmente sono arrivate le giornate di inizio estate, le temperature sono miti e ti viene voglia di bere qualcosa di fresco e dissetante.

Stasera ho scelto un classico della tradizione veneta: il prosecco colfondo.

Dopo la vinificazione in bianco delle uve di glera, il vino viene imbottigliato, viene aggiunto il cosiddetto “liqueur de tirage” a base di lieviti e zucchero per far ripartire la fermentazione in bottiglia. Ma nel caso dei vini col fondo, diversamente dai vini a metodo classico, i lieviti esausti non vengono eliminati, ma rimangono sul fondo (appunto COL-FONDO).

Il risultato finale è un vino secco, in quanto i lieviti hanno trasformato tutti gli zuccheri in alcol e “lo scarto” è l’anidride carbonica che rimane imprigionata nella bottiglia e regala delle belle bollicine.

Per esperienza personale, confermo che il prosecco colfondo può invecchiare: i lieviti esausti vanno incontro ad un processo di idrolisi, che conferisce al vino maggiore complessità, quindi più profumi e più struttura. Provate anche voi a dimenticare una bottiglia di Colfondo in cantina!

Non è uno spumante perché la pressione nella bottiglia non supera i 2,5 bar, ma la bollicina è gradevole al palato e regala una bevanda dissetante e piacevole.

In Veneto, il prosecco non è un vino esclusivamente adatto al momento dell’aperitivo. Qui da noi, con il prosecco colfondo (vino della tradizione) si pasteggia. E’ un vino gastronomico, che si adatta a tantissimi piatti.

Ho degustato il prosecco Colfondo di Nicos Brustolin di Colbertaldo di Vidor.

Vendemmia 2020

11% alcol

All’esame visivo il vino non è limpido, ma velato. E’ normale, perché il lieviti depositati sul fondo, al momento del servizio ritornano in sospensione. Non è un difetto, è una caratteristica di questo vino.

C’è chi preferisce versarlo lentamente, in questo modo i primi calici saranno più limpidi e poi via via più velati. C’è chi preferisce scuotere la bottiglia per fare in modo che ciascuno abbia la sua “dose di lieviti” nel bicchiere. Ognuno sceglie secondo il proprio gusto!

Al naso spicca subito il profumo di pera, tipico del vitigno di glera. Ma a seguire risaltano profumo agrumati di scorza di limone e fiori bianchi (sarà forse il gelsomino del vicino che mi confonde??!!)

In bocca è secco, è fresco, con una bella acidità, ma è soprattutto sapido.

Questa sapidità è una costante ed è una caratteristica dei vini prodotti nelle colline del prosecco, soprattutto nella zona di Colbertaldo di Vidor.

Vi confesso che i prosecchi colfondo delle colline di Colbertaldo mi piaciono tutti: il colfondo dell’amico Frozza, il Profondo di Andrea Miotto e fratelli …. queste colline con i loro paesaggi e con i loro vini sono magiche!

Cin Cin!!

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Autore

Elena Pianezzola

Blogger e appassionata del mondo del vino da oltre 10 anni e Sommelier AIS.

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