Timorasso dei Colli Tortonesi

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Timorasso, un vitigno e un vino da riscoprire.

Quanto mi piace il timorasso, un vino che fa discutere e un vino che spesso divide!!

Quando hai un piatto bello strutturato che chiamerebbe un rosso, ma non hai voglia di rosso, allora la personalità del timorasso viene in aiuto. Io la vedo così!

Ma facciamo un passo indietro per chi non conosce questo vitigno.

Il timorasso è un antico vitigno autoctono a bacca bianca, presente soprattutto nell’area dei Colli Tortonesi, in provincia di Alessandria, al confine tra Piemonte e Lombardia.

Prima della crisi della fillossera, era molto diffuso, non solo nel territorio di Tortona, ma anche nelle vicine province piemontesi di Novara e Alessandria.

Nella ricostruzione dei vigneti post-fillossera, si sono preferiti vitigni più generosi e costanti nella produzione, come il cortese e la barbera.

Il timorasso ha così rischiato così di sparire definitivamente, se non fosse stato per la tenacia e l’impegno di pochi viticoltori, come per esempio Walter Massa, che hanno scommesso sulle sue potenzialità e sulla sua rinascita.

Oggi il timorasso è considerato uno dei vitigni a bacca bianca autoctoni più interessanti del nord Italia, soprattutto per la sua struttura e la sua longevità.

La prima annata esce nell’87 con l’etichetta Derthona, in onore dell’antico nome della città di Tortona. In seguito viene concesso l’utilizzo gratuito di questo termine a tutte quelle cantine che producono bianco ottenuto dalle sole uve tipiche che abbiano quelle peculiari caratteristiche, raccolte e vinificate nella zona classica del vitigno.

Abbinamenti in cucina

Il Timorasso si presta ad abbinamenti con piatti di media struttura, tipici della cucina piemontese.

Questa volta l’ho abbinato ad uno spaghettone alla carbonara.

Nel bicchiere si presenta con un bel giallo paglierino, con riflessi dorati. Al naso esprime tutta la sua mineralità. In bocca è molto fresco e sapido, perfetto per bilanciare la tendenza dolce della pasta e dell’uovo.

La sua freschezza, la spiccata mineralità, la bilanciata sapidità e quel piacevole e morbido corpo lo rendono adatto anche ad una lunga evoluzione. Alcuni critici dicono che possa sorprendere e dare il meglio di sé al raggiungimento dei 10 anni in bottiglia. Le note odorose cambiano: se da giovane emergono freschi profumi agrumati e floreali, con il passare del tempo si accentua la nota aromatica, la frutta matura, la mineralità e l’idrocarburo.

Nella foto a sinistra: Il Montino de La Colombera di Elisa Semino, annata 2017.

Proveniente da un unico vigneto coltivato a 250 msl su terreni argillosi chiari e scuri, esalta ancora di più le caratteristiche organolettiche visive, olfattive e gustative presenti nel Timorasso Derthona.

Al centro nella foto: Azienda Agricola Ronchi, annata 2018, Langhe bianco Doc “in amphoris” (prodotto in anfora) 100% Arneis , altro vitigno autoctono piemontese.

 

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Autore

Elena Pianezzola

Blogger e appassionata del mondo del vino da oltre 10 anni e Sommelier AIS.

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