in collaborazione con Margherita Romaniello
Un aspetto importante della viticoltura in Champagne è che, quando si aderisce a una cooperativa, si può imbottigliare il vino con il proprio nome, ma il vino è il medesimo per tutti i soci. Questa standardizzazione non rispecchiava la filosofia della famiglia Girard-Bonnet.
Per questo motivo, la famiglia Girard – Bonnet acquistò un edificio nel 2017, costruì la cantina e abbandonò la cooperativa per produrre in piena autonomia.
Oggi il vigneto Girard-Bonnet si estende su 12 ettari, situati principalmente nella Côte des Blancs, più precisamente a Mesnil-sur-Oger e Oger (Grand Cru) e Vertus (Premier Cru), territori noti per la produzione di Chardonnay di altissima qualità.
Dal 2000, l’uso di erbicidi è stato gradualmente eliminato. L’approccio adottato è altamente personalizzato: ogni parcella viene trattata secondo le esigenze specifiche della vite, in base all’età, all’esposizione e alla natura del terreno.
Nel vigneto, l’uso di piante, tisane, oli essenziali, sovesci e il pascolo ecologico sono pratiche comuni, tutte finalizzate a far esprimere al massimo il potenziale naturale delle viti.
Dal 2023, il vigneto è ufficialmente certificato biologico e biodinamico.
Oggi la tenuta lavora i vigneti utilizzando 4 trattori: 2 dedicati alla lavorazione del suolo e 2 per i trattamenti a base di rame e zolfo. Essendo trattamenti di superficie, ogni pioggia li lava via, richiedendo interventi frequenti. Questo rende il lavoro in biologico molto più impegnativo rispetto alla viticoltura convenzionale.
La cantina
In cantina, la filosofia è chiara: un grande vino nasce da uve sane. Le uve provenienti da diversi lieux-dits vengono pressate separatamente, per rispettare le peculiarità di ogni terroir.
Il mosto viene decantato naturalmente, poi avviato alla fermentazione spontanea con i propri lieviti indigeni, senza aggiunta di zuccheri né additivi.
I vini vengono affinati sui lieviti per almeno 10 mesi, poi imbottigliati senza chiarifica né filtrazione. Segue la seconda fermentazione in bottiglia, con un affinamento variabile a seconda della cuvée.
Paul sta esplorando tecniche diverse a seconda delle parcelle: contenitori in legno di diverse dimensioni, vasche in acciaio inox, anfore in terracotta.
Il metodo di vinificazione e affinamento
Dopo la spremitura, il mosto viene trasferito ai tini di fermentazione che si trovano al piano più alto della cantina per evitare ossidazione. Da lì, scende per gravità nei tini o nelle botti, riducendo l’uso di pompe meccaniche. La fermentazione è spontanea, con lieviti indigeni, e la temperatura invernale della cantina (vicino a 0°C) permette di stabilizzare il vino senza forzature.
Per l’affinamento del vino, Paul utilizza botti di rovere (da 12 ettolitri) usate per dare complessità e volume al vino o piccole botti in acciaio (3 ettolitri) che permettono di conservare più freschezza e purezza aromatica.
La scelta tra legno o acciaio dipende dall’annata: in anni caldi, usano più acciaio per mantenere freschezza ed evitare che il vino diventi troppo pesante mentre in anni freddi, usano più legno per dare corpo e ricchezza.
Le botti, numerate una per una, sono monitorate con estrema precisione, anche per esigenze fiscali. Durante l’inverno, si evita di aprire le botti per non ossigenare i vini, e si approfitta delle basse temperature naturali per proteggere il vino da alterazioni batteriche.
Gli assaggi dei vins clairs avvengono tra maggio e luglio, per valutare eventuali minimi aggiustamenti con i solfiti.
DEGUSTAZIONE
Nella recente visita al domaine abbiamo degustato le seguenti cuvée, tutte con 100% chardonnay:
- Au Bout du Chemin: uve provenienti dal villaggio di Vertus Premier Cru, extra brut, dosato 3 gr/l;
- Mon Village: vigneti di Mesnil-sur-Oger, Grand Cru, extra brut, dosato 3 gr/l;
- A Mi-Chemin: assemblaggio di uve dei vigneti di Mesnil-sur-Oger (famiglia Girard) e di Oger (famiglia Bonnet), extra brut, permanenza sui lieviti minimo 30 mesi;
- Les Mussettes 2019: Lieux dits, vigna storica a Mesnil-sur-Oger, piantata nel 1971. Affinamento per 75% in acciaio e 25% in legno. Permanenza sui lieviti per 48 mesi
- Recueil Extrait n.1, 2018: prodotto solo nelle migliori annate, con uve provenienti da Mesnil e Oger, sta sui lieviti minimo 55 mesi.
Il progetto di Paul Girard-Bonnet rappresenta una visione coraggiosa e coerente: valorizzare ogni singola parcella e ogni annata senza compromessi, esprimendo nel calice l’identità autentica della Côte des Blancs.





