Le Prudenze – Valtellina Superiore di Alberto Marsetti

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L’estate scorsa, per le mie vacanze, ho scelto la Valtellina.

Già da qualche anno ero attirata da questa vallata, che oltre al vino offre altre specialità culinarie come la bresaola (di cui sono ghiotta!) e il formaggio Bitto.

La Valtellina si trova in provincia di Sondrio, è una vallata che si estenda da Ovest ad Est lungo il fiume Adda. Si presenta in modo molto particolare, perché la montagna che la delimita a sud è praticamente disabitata e “anonima”, mentre l’altro versante è uno spettacolo.

Nel versante esposto a sud, quindi esposto al sole, sono stati ricavati dei terrazzamenti per piantare le viti. Sono terrazzamenti costruiti con muretti a secco (ben 2500 km di muretti!) dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Ho alloggiato presso Ca’ Rossa, uno splendido B&B con solo due Suite in mezzo ai vigneti e con la vista sulla città di Sondrio.

Vi metto il link perché merita davvero: https://www.carossa.eu/

Qui si coltiva il nebbiolo, che in Valtellina si chiama Chiavennasca. Un vitigno difficile perché ha un ciclo vitale molto lungo e quindi maggiormente a rischio degli sbalzi climatici. Grazie all’esposizione verso sud e alla grande quantità di ore luce,  i rischi sono mitigati (si dice che il numero di ore luce in Valtellina sia eguagliabile a quelle dell’isola di Pantelleria).

Dicevo che la vallata si estende da Ovest a Est,  e si distinguono 5 diverse sottozone:

Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella. Ciascuna di queste sottozone si caratterizza quindi nei rispettivi vini con diverse caratteristiche.

I vini prodotti rientrano nelle DOCG di Valtellina Superiore e DOCG Sfursat della Valtellina.

Lo Sfursat (o Sforzato di Valtellina) è un vino molto strutturato; si ottiene con uve di Chiavennasca (100% nebbiolo) che dopo la vendemmia vengono lasciate ad appassire nei graticci per tre mesi. In questo modo, gli zuccheri presenti negli acini, si concentrano e quindi dopo la fermentazione il vino risulta più alcolico.

In questo post, tuttavia, Vi descriverò il vino che preferisco di Alberto Marsetti – Le Prudenze Valtellina Superiore (100% Chiavennasca).

https://www.marsetti.it/it/

Prende il nome dalla vigna dove vengono coltivate le uve. Il vigneto Le Prudenze è situato nella sottozona Grumello.

Alberto Marsetti è un vignaiolo di carattere dalle scelte estreme.

Per questo vino “Le Prudenze”, Marsetti ha scelto di posticipare la vendemmia, quindi le uve sono state raccolte tardivamente. Viene vinificato in modo tradizionale e invecchiato per 24 mesi in piccole botti di rovere.

Il colore è un rosso rubino scarico, è limpido, trasparente ma molto lucente.

Al naso, ha profumi intensi e complessi di frutta matura, di marasca e di prugna. Ha sentori floreali di rosa rossa. Poi sprigiona note di tabacco  e di sottobosco.

In bocca è un vino secco, caldo (14% alcol), tannico e sapido.

In Valtellina si mangiano piatti molto ricchi a base di patate e formaggio, i Pizzoccheri con la verza e il formaggio bitto (un formaggio prodotto solo in alpeggio con latte intero e crudo) e questi piatti si abbinano molto bene ai loro vini.

Proprio per la complessità e il calore di questo vino, mi piace degustarlo anche da solo, davanti ad un caminetto.

Salute a tutti!

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Autore

Elena Pianezzola

Blogger e appassionata del mondo del vino da oltre 10 anni e Sommelier AIS.

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