Prosecco Valdobbiadene DOCG – Rive di Colbertaldo

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Il prosecco è il prodotto del nostro territorio. C’è chi lo ama e chi non lo preferisce. Io lo bevo sempre volentieri, senza cercarne grandi complessità. E’ il vino del mio territorio, dove trovo una coccola, come  quando torni a casa dopo un lungo viaggio.

Non tutti i prosecchi sono uguali, bisogna saper scegliere in base ai propri gusti.

Siamo nella zona dell Conegliano Valdobbiadene DOCG dove il vitigno più diffuso è la GLERA (27,7 % dell’uva prodotta in Veneto). Per la produzione del prosecco viene ammessa oltre alla glera anche verdiso, bianchetta e perera (vitigni autoctoni).

In Veneto si beve prosecco in versione “tranquillo” quindi fermo e frizzante, ma l’unico ad essere riconosciuto come Conegliano Valdobbiadene – Prosecco Superiore DOCG è lo spumante.

La produzione del prosecco avviene con il metodo Martinotti, detto anche Charmat, che consiste nella spumantizzazione del vino in autoclavi, con aggiunta di lieviti e zuccheri.

In base al residuo zucherino, infine è possibile scegliere tra la versione classica Extra dry, oltre al Brut e Brut Nature.

Nella foto “deRive” di Colbertaldo Brut Nature  prodotto dalla Cantina Miotto, annata 2020.

“Equilibrio e decisione, morbidezza e sapidità, eleganza e tradizione. Queste sono le caratteristiche del “Rive”, pura espressione del Conegliano Valdobbiadene DOCG.
Massima espressione di territorio, un cru delle Rive di Colbertaldo, e della vendemmia, che identifica l’annata in modo peculiare.
L’uva Glera, da cui si ottiene la base di partenza, è coltivata in una piccola porzione del vigneto Fedéra; da qui ogni anno viene raccolta l’uva a mano ed utilizzata solo per la produzione del Rive. In questo modo il vino sarà sempre espressione del medesimo territorio ma porterà con se la storia di ogni singola annata.
Vinificazione tradizionale, con particolare attenzione all’affinamento della base sulla feccia nobile di fine fermentazione.
La presa di spuma, lenta e con lunga sosta in autoclave a freddo per affinare profumi e perlage, porta all’imbottigliamento di questo vino in primavera, nel momento del risveglio della natura.” (tratto dal sito della cantina Miotto)

Veniamo alla degustazione:

  • il vino si presenta giallo paglierino con riflessi verdolini, bollicine numerose fini e persistenti;
  • al naso, oltre ai sentori fruttati di mela e pera, si sentono profumi floreali di mughetto ma soprattutto note sapide che riportano al territorio scosceso e roccioso;
  • in bocca è fresco con una bella acidità (5,8 acidità totale; zero gr/l di residuo zuccherino) ed è sapido, minerale.

Oltre al vino, la zona Conegliano Valdobbiadene DOCG si trova in un paesaggio collinare molto bello, recentemente riconosciuto tra le zone tutelate UNESCO che vi invito a visitare.

Cin Cin!

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Autore

Elena Pianezzola

Blogger e appassionata del mondo del vino da oltre 10 anni e Sommelier AIS.

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