RADICE – Lambrusco di Sorbara Cantina Paltrinieri

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E’ il momento della merenda, e allora cosa c’è di meglio di salame, prosciutto crudo, gnocco fritto e lambrusco di Sorbara!

Radice – Cantina Paltrinieri

Questo vino è stato premiato nella guida Vitae 2021 (la guida ufficiale dell’A.I.S) come miglior vino emiliano. Ero davvero curiosa di assaggiarlo.

Attenzione: non ho detto dell’Emilia-Romagna, ma solo Emilia. perché quando parliamo di vino (ma anche di altri prodotti) la distinzione deve essere fatta.

Siamo in Emilia e il vino della tradizione è il Lambrusco: frizzante o spumante, a volte con un residuo zuccherino importante, tanto da renderlo amabile o abboccato. Il lambrusco è il vino italiano più venduto in Italia con oltre 12 milioni di litri. Lo sapevate?

Le varietà di lambrusco vengono coltivate nella campagna emiliana nelle province di Modena, Reggio nell’Emilia, Parma e Mantova.

Ne esistono diverse tipologie. Le più conosciute sono:

  • Lambrusco di Sorbara,
  • Lambrusco Salamino di Santa Corce,
  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro,
  • Lambrusco di Modena,
  • Lambrusco maestri, 
  • Lambrusco marani.

La particolarità del vitigno lambrusco di Sorbara è il fenomeno dell’acinellatura, un’anomalia dovuta soprattutto alla sterilità del polline: i chicchi rimangono del diametro di pochi millimetri, provocando sensibili perdite di prodotto. Questa particolare caratteristica contribuisce a rendere unico e pregiato questo particolare vino rosso.

Questa bottiglia di RADICE è un lambrusco di Sorbara molto particolare perché viene fatto rifermentare in bottiglia, quindi è un vino cosiddetto “sur lies” (sui lieviti).

Per questo motivo, all’esame visivo non si presenta limpido ma velato, proprio per la presenza dei lieviti che si sono depositati sul fondo. Per lo stesso motivo è un vino secco, perché i lieviti “si sono mangiati” tutto lo zucchero trasformandolo in alcol.

Il colore è bellissimo, rosa salmone selvaggio dell’Alaska.

Al naso è abbastanza intenso e abbastanza complesso. Prevale la frutta esotica, qualche nota di cocco e di mango. Inoltre piccoli frutti rossi, come le fragoline di bosco e sentori di rosa canina.

In bocca è secco, è sapido, ma soprattutto fresco. La sua bella acidità invita e riempire il bicchiere.

L’abbinamento territoriale lo vede accanto a salumi e formaggi. Lo consiglio anche per accompagnare la pizza. Ma anche e semplicemente per un aperitivo informale, fresco e dissetante.

Mi è piaciuto davvero molto!

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Autore

Elena Pianezzola

Blogger e appassionata del mondo del vino da oltre 10 anni e Sommelier AIS.

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